ACCADE A SCUOLA

Un nuovo modo di studiare,

la didattica a distanza

A causa dell’emergenza sanitaria dovuta all'infezione da coronavirus, noi alunni stiamo sperimentando un nuovo metodo di studio, ossia la didattica a distanza.

Ad essere sinceri, all'inizio la chiusura delle scuole è apparsa subito piacevole, una vacanza: niente sveglia, niente verifiche e interrogazioni… Che meraviglia!

Via via, però, col passare dei giorni e oramai delle settimane, è sopraggiunta la consapevolezza che la sospensione delle attività didattiche è stata dettata da una situazione che sta diventando sempre più grave, infatti si parla di pandemia che sta mietendo vittime di tutte le età.

Per cui adesso, stiamo cominciando a vedere le cose in modo diverso, diciamo “Grazie” alla scuola perché, adottando la didattica a distanza, noi ragazzi non solo stiamo continuando a studiare, senza arretrarci col programma, ma soprattutto stiamo davvero apprezzando il valore della Scuola e ci stiamo rendendo conto di quanto siamo fortunati a poterla frequentare, continuando a fare lezione.

Certo, non ci troviamo nelle nostre aule, in mezzo ai banchi di scuola e soprattutto tra i compagni e professori. I giorni trascorrono lenti e sembrano tutti uguali, e anche passare il tempo con i giochi ora appare noioso…insomma dobbiamo ammetterlo: la scuola ci manca! Speriamo che tutto questo finisca presto, vogliamo ritornare alla vita “normale”, cioè alla quotidianità fatta di famiglia, amici, attività sportive, abbracci, convivialità, feste di compleanno, passeggiate, corse in bici….

Ci sono dei lati positivi di questa “virtual school”, ossia quelli di continuare il programma scolastico, diventare più responsabili e autonomi, però ci sono non mancano neanche quelli negativi, ad esempio trascorrere molto tempo connessi col telefono, sia per visualizzare compiti, sia per svolgerli, in quanto spesso gli occhi bruciano, tutte situazioni, queste, che non si verificherebbero se fossimo a scuola, dove possiamo strappare un suggerimento al nostro compagno di banco, fare ricreazione con loro, condividere la merenda, senza rispettare la distanza di sicurezza.E la cosa incredibile è che vorremmo provare ancora la sensazione di sentire battere i nostri cuori a mille per un’interrogazione, per discutere e anche litigare tra di noi, raccontarci pettegolezzi, segreti, ridere e piangere, fare i lavori di gruppo e non lavorare individualmente, perché ora abbiamo sperimentato davvero che l’unione fa la forza, che è il gruppo unito che va avanti.

Siamo ancora disorientati da questa situazione “virtuale”, che però ci sta insegnando ad usare meglio la tecnologia, sia per continuare ad essere uniti tra noi, sia per diventare sempre più all’avanguardia, anche se non mancano gli intoppi durante le video lezioni, come ad esempio il fatto che spesso salta la connessione o che si sente male la spiegazione dei docenti.

Stiamo imparando, però, che non bisogna arrendersi davanti alle difficoltà, ma bisogna sempre trovare un nuovo modo di andare avanti; oppure quanto siano importanti i rapporti umani, sia con i docenti, sia tra coetanei, apprezzando anche i momenti difficili che si venivano a creare ora con gli uni ora con gli altri, ma che erano sicuramente fonte di crescita, di confronto e di miglioramento. Guardarsi negli occhi, fare una domanda al professore per chiedere chiarimenti, svolgere un esercizio in tempo reale, sono tutte cose che stiamo cominciando ad apprezzare e che la didattica a distanza può aiutare, ma non sostituire, come anche non può sostituire l’emozione di prendere un bel voto ad un’interrogazione ricevendo un sorriso o un incoraggiamento dai docenti.

Per ora gridiamo a gran voce per rincuorarci:” Andrà tutto bene!”.

 

I ragazzi della II B

La scuola che vorrei

Ma come sarebbe bello se la scuola fosse al passo con i tempi! Più tecnologica magari!  

Certamente aiuterebbe noi studenti ad apprendere meglio! Addio ai libri cartacei, per fare spazio a tablet e computer, e addio anche ai noiosissimi banchi tradizionali, che potrebbero avere, invece, un bel piano di scrittura arcobaleno o, addirittura, uno schermo come piano da lavoro, con internet integrato nelle scuole attraverso una pagina web dove ogni docente avrebbe la possibilità di trasmettere la lezione in tempo reale.

E poi, perché aggirarsi fra pareti dai colori spenti e antichi e non pensare, invece, a pareti mosaico dai colori sgargianti? E la ricreazione? Immaginate che ci sia un robottino che passi tra i banchi per distribuire agli alunni ciò che vogliono!!!

Per non parlare delle sedie! Le comuni e scomodissime sedie sarebbero sostituite con delle poltrone di prima classe come quelle del cinema, e in ogni aula ci starebbe benissimo un termoconvettore in modo da avere sempre ambienti climatizzati, soprattutto in prossimità delle nostre estati!!!

Come già accade nelle scuole superiori, oltre ai rappresentanti dei genitori, potrebbero essere eletti anche i rappresentanti degli alunni per le richieste al corpo docente.

Sarebbe gradito anche uno spazio maggiore per l’insegnamento di musica, con lezioni magari impartite da musicisti, in modo che si possa suonare lo strumento che si desidera e, perché no, imparare a comporre testi e canzoni, con un apposito corso per la scrittura di brani da confrontare con gli altri.

Tra richieste, più o meno “lecite”, questa è la scuola che vorremmo, quella in cui ci piacerebbe crescere e coltivare le nostre passioni, con crescente entusiasmo e..chissà…

 

Gli alunni della I B

Per non dimenticare

 

“Vi perdono, ma inginocchiatevi” è un film del 2012 realizzato per il ventennale della strage di Capaci, durante la quale persero la vita, per mano mafiosa, il giudice Giovanni Falcone, con la moglie Francesca Morvillo, e i tre uomini della sua scorta  Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, e proprio al discorso pronunciato dalla vedova di quest’ultimo durante i funerali il film deve il suo titolo.

Sul giudice Falcone e sul suo collega Borsellino, che solo due mesi dopo morì nello stesso modo nella strage di via D’Amelio, tanto è stato scritto e detto, ma il film adotta un punto di vista diverso, soffermandosi e ripercorrendo la vita degli uomini della sua scorta.

Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, tre giovani uomini, innamorati della loro famiglia ma anche del proprio lavoro: è questo che emerge dal film ed è questo che ha colpito noi ragazzi, che pure non abbiamo vissuto quel periodo, ma che grazie al film e alle riflessioni che ne sono seguite, abbiamo colto l’importanza della lotta alla mafia, ieri come oggi.

Abbiamo anche capito, però, che per lottare in nome della legalità, tuttavia, non è necessario essere eroi e sacrificare la propria vita; la disonestà non è solo quella dei boss mafiosi, ma la ritroviamo anche nei soprusi compiuti nella vita di tutti i giorni da maleducati e prepotenti, che agiscono con una mentalità non molto diversa da quella propria della mafia: prendersi ciò che si vuole usando l’astuzia e la prevaricazione.

Noi tutti possiamo contribuire alla difesa della legalità con semplici gesti e atteggiamenti quotidiani: rispettando le regole, essendo solidali e non egoisti, emarginando razzisti, bulli e bugiardi, premiando il merito e non la sopraffazione.

Combattere la legalità è un dovere, perché tutti abbiamo diritto ad avere una società giusta in cui poter far valere le nostre ragioni.

“La paura è qualcosa che tutti abbiamo. E’ la vigliaccheria che non si capisce. Io, come tutti gli uomini, ho paura, ma non sono un vigliacco”.

Antonio Montinaro

Gli alunni della I B

Il giorno del ricordo

In questi giorni abbiamo richiamato alla memoria un’altra dolorosa pagina della storia italiana del novecento.

 Il 10 febbraio è stato celebrato il “GIORNO DEL RICORDO” delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Fu Istituito dal Parlamento nel 2004, per tenere viva la memoria della tragedia di migliaia di vittime italiane che tra il 1943 e il 1947 furono catturate, uccise e gettate nelle foibe (cavità naturali del territorio del Carso) dai partigiani jugoslavi del maresciallo Tito. Altri italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono costretti a lasciare le loro terre e a vivere da esuli.

 Fu un vero massacro e un preciso piano di pulizia etnica di cui per molto tempo non si è parlato. Per questo motivo il Presidente della Repubblica Mattarella in occasione delle celebrazioni del “Giorno del ricordo” ha sottolineato la necessità di lottare contro il silenzio, il negazionismo ma soprattutto contro l’indifferenza e il disinteresse causati dalla mancanza di conoscenza della storia e dei suoi eventi.

 Le parole del nostro Presidente ci hanno colpito e ci hanno fatto riflettere sull’importanza dello studio della storia e sulla necessità di ricordare questi tragici eventi per fare in modo che non si ripetano più.

Francioso Federica, Calogiuri Giulia, Perrone Martina III C

Open day

Surbo: il pomeriggio del giorno 9 gennaio 2020 alle ore 17.00 gli studenti che frequentano la 5° classe delle Scuole Primarie ed i loro genitori hanno potuto visitare la Scuola Secondaria “Elisa Springer” e venire, così, a conoscenza di tutti i progetti curriculari ed extracurriculari che si svolgono al suo interno.

I ragazzi delle classi seconde e terze, accompagnati dalle professoresse e diretti dalla Dirigente Laura Ingrosso, hanno fatto da “cicerone” ad alunni e genitori per visitare la scuola stessa. Sono stati, infatti, proprio i vari “ciceroni” a spiegare le diverse attività che si svolgono nella scuola media, mostrando ai vari visitatori il normale svolgimento di una giornata di tempo prolungato e hanno illustrato poi cosa si fa nelle ore pomeridiane.

Leonardo, il genio che ha scritto la storia

Il giorno 6 Dicembre 2019 la nostra classe, la II C, è andata a visitare il museo di Leonardo da Vinci nel Palazzo Marchesale di Galatone.

Ad accompagnarci in questo nostro viaggio c’è stato l’ideatore dell’esposizione, l’ingegnere Giuseppe Manisco.

Abbiamo ammirato moltissime macchine che ci hanno fatto comprendere meglio quanto Leonardo fosse geniale per quel tempo; egli era così intelligente da non venire compreso dai suoi contemporanei.

Leonardo scrisse più di 4000 pagine di appunti che Pompeo Leoni, uno scultore del XVI secolo, riunì in un unico grande libro chiamato codex atlanticus (Codice Atlantico). L’ingegnere Manisco ha riprodotto alcune delle macchine disegnate nel Codice Atlantico e noi alunni abbiamo avuto il piacere di ammirarle.

Abbiamo studiato  che fin da piccolo Leonardo nutriva il sogno di volare e per questo costruì l’ornitottero orizzontale che, si racconta, fece provare al suo vicino di casa, il quale, però, sfortunatamente precipitò e rimase invalido. Da allora Leonardo abbandonò l’idea di volare come gli uccelli.

Leonardo inoltre ideò, ma solo per curiosità, molte macchine da guerra, ma i suoi progetti rimasero segreti perché egli diceva che la guerra fosse bestialissima e la odiava. Una di queste fu la mitraglietta a canne; queste canne erano sostituibili quindi, avendone preparate migliaia, si poteva sparare ripetutamente.

Leonardo inventò anche dei proiettili da bombarda a forma di pallone da calcio che, quando le toccavano terra, esplodevano rilasciando i cilindri che emettevano un suono assordante che faceva spaventare e allontanare i nemici.

Leonardo inventò anche un cannone con cui era facile mirare ed era anche possibile ricaricarlo da dietro.

Disegnò anche sistemi di difesa molto avanzati delle mura di città; ad esempio, se c’erano molti nemici su una scala si poteva attivare un meccanismo che la faceva cadere evitando l’invasione.

Leonardo, però, non ideò solo macchine da guerra ma anche altre invenzioni utili nella vita quotidiana; ad esempio inventò un ponte che all’evenienza si poteva chiudere e così si potevano evitare le invasioni.

La prima invenzione del Codice Atlantico è un contachilometri che, ogni miglio, grazie a un meccanismo di ingranaggi, fa cadere in un contenitore una pietra e, alla fine della strada, si contavano i sassi nel contenitore per vedere quanti chilometri si fossero percorsi.

 Leonardo era talmente geniale da aver inventato la penna a sfera che usiamo ancora oggi!

Ideò un igroscopio che era una sorta di bilancia con a sinistra del cotone e a destra una pietra; quando l’umidità era molta la bilancia tendeva verso la parte del cotone che si bagnava e assorbiva l’acqua contenuta nell’aria, mentre, quando l’aria era secca la bilancia tendeva dalla parte della pietra.

Leonardo inventò una stanza degli specchi in cui è possibile vedersi riflessi infinite volte: quanti bei selfie per noi ragazzi!                Egli ideò anche una gru con cui applicando 1 kg di forza sollevavi 14 kg perché è formata da 14 corde.

Ideò pure un crick che serviva a sollevare le campane sui campanili.

Inventò persino un girarrosto automatico che veniva inserito nel camino.

Questa gita è stata molto interessante perché vedere dal vivo le macchine ideate da Leonardo, che avremmo potuto vedere solo nei libri, ci ha aiutato a capire che Leonardo sarebbe potuto essere un genio del XXI secolo anche con le invenzioni progettate nel XVI secolo.

 

LORENZO PAREO E SIMONE PALADINI II C

Vincere in maniera pulita

Come molte classi sanno, qualche settimana fa, sono stati invitati a scuola  alcuni collaboratori della ditta Monteco, incaricata del servizio rifiuti nel nostro comune, per un incontro con le classi seconde .

Con molta gentilezza, hanno radunato, nella biblioteca scolastica, diverse sezioni delle seconde classi interessate, a cui hanno parlato, con professionalità, di un progetto ideato da loro, utile per denunciare i diversi atti di vandalismo verso il nostro Pianeta. Tale progetto consiste nel realizzare un filmato educativo contenente, per esempio, diverse immagini di ciò che i rifiuti smaltiti in modo scorretto stanno provocando in questo periodo alla Terra, nonché  il contributo, nel nostro piccolo, ad eliminare il risultato di questi brutti gesti, pulendo  le campagne e i cigli delle strade.

Quando i video saranno conclusi, verranno consegnati ai collaboratori  della ditta Monteco, che li invieranno al Comune di Surbo, insieme alle  produzioni delle seconde classi di altre scuole. Il Comune avrà il compito di visionare tutti i video e scegliere quello vincitore, che aiuterà, appunto, a denunciare tutti gli atti di  vandalismo verso il Pianeta.

Ci si deve quindi impegnare molto per realizzare il progetto e vincere. Ogni classe darà il meglio di sé per essere la classe vincitrice, e i ragazzi più determinati hanno già “dichiarato guerra” ai compagni delle altre sezioni! Tutti sperano di guadagnarsi il podio, ma la cosa importante sarà vincere “in maniera pulita”.

Il presepe: tradizione e storia

Anche questo anno nell’atrio della scuola è stato allestito un albero di Natale e il presepe, che ogni anno si arricchisce di nuovi elementi, nel rispetto della migliore tradizione. Molti alunni e docenti hanno contribuito all’allestimento e così nel giro di pochi giorni siamo stati catturati dall’atmosfera gioiosa dell’attesa di una festa che infonde bontà, generosità, fratellanza, solidarietà.

In questi giorni, ogni casa e ogni comunità ha il suo presepe. Ma a quando risale la sua tradizione?

Il primo presepe è stato realizzato a Greccio da Francesco D’Assisi.

Dalle fonti Francescane sappiamo che quindici giorni prima di Natale, Francesco chiamò un uomo e lo pregò di aiutarlo a realizzare il suo desiderio di rappresentare la nascita del Bambino a Betlemme, come fu adagiato in una mangiatoia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello. Appena l’uomo ebbe ascoltato la richiesta, andò subito ad approntare sul luogo designato da Francesco, tutto il necessario. Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e arrivarono anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. La gente accorsa manifestò un’immensa gioia davanti alla scena del Natale. In quel luogo, a Greccio, non c’erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti.

Il presepe con le statuine risale al 1283, per opera di Arnolfo di Cambio, scultore di otto statuine lignee che rappresentavano la natività e i Magi. Questo presepio è conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Da quel momento in poi, fino al 1400, gli artisti modellano statue di legno o terracotta. Quest’attività artistica si sviluppò prevalentemente in Toscana, ma il presepio impiegò poco tempo a diffondersi nel regno di Napoli e da lì in tutti gli Stati italiani.

Nel ‘600 e nel '700 gli artisti napoletani diedero alla scena della Natività una nuova connotazione, inserendola in scorci familiari e di vita quotidiana, introducendo personaggi raffigurati nelle loro attività di tutti i giorni. Questa tradizione è ancora molto viva, come dimostrano le popolari bancarelle di personaggi del presepe lungo la via San Gregorio Armeno, a Napoli.

Nella nostra Lecce è diffusa la tradizione delle statuine di cartapesta, arte antica di centinaia di anni, il suo utilizzo è già documentato nel 1500, quando si realizzavano in Italia le prime statue per le chiese, a sostituzione di quelle più costose, in legno e marmo. Oggi le storiche botteghe del centro storico richiamano, durante il periodo natalizio, gente del luogo e numerosi turisti.

Balzani, Contino, Luperto, Zilli - Classe III C

Marin Huchinson

Il 18 novembre è arrivato nella nostra scuola  un ospite illustre: Martin Hutchinson , un ex vigile del fuoco originario di Manchester, che gira il mondo con il suo triciclo, cioè un mezzo ecologico con i pedali nella parte anteriore. Porta con sé il suo inseparabile cane, Starsky, da ciò il nome ‘’STARSKY AND HUTCH’’, dalla famosa serie televisiva degli anni ‘70.

Ha girato diversi Paesi (come denotano le bandiere che ci sono sul retro del suo mezzo di trasporto) ed è arrivato anche in Italia e addirittura anche qui, a Surbo e sulle spiagge dove noi l’estate villeggiamo.

 Il suo interesse è vedere il degrado presente nel mondo.  È stato molto interessante vedere le immagini che lui stesso ha filmato e, tra queste, ce ne sono molte altre che ci hanno colpito. Ad esempio, in una si vedeva che dalla pancia aperta di una mucca usciva tantissima plastica, impigliata tra l’ erba che lei da viva aveva brucato; oppure l’altro video in cui si vedeva un camion pieno di rifiuti che venivano scaricati nel Rio delle Amazzoni, operazione, questa, che avviene ogni 3 -4 volte al dì, tutti i giorni.

Il signor Hutchinson è stato gentile anche perché ha risposto a tutte le nostre domande e da queste  è emerso che il Paese più inquinato tra quelli da lui visitati è proprio l’ Italia.

Questa notizia  da un lato  ci ha deluso un po’, ma dall’ altro lato ha stimolato in noi la voglia di sporcare sempre meno il mondo in cui viviamo, perché abbiamo capito che, così facendo, danneggiamo solo noi stessi che respiriamo l’aria inquinata, beviamo l’acqua, coltiviamo i campi dove buttiamo i rifiuti o mangiamo la carne degli stessi animali intossicati.

 Gli abbiamo chiesto anche come gli è venuta l’idea di girare il mondo, e lui ha risposto che la motivazione è stata quella di  testimoniare la maleducazione degli uomini.

 Per noi quest'incontro è stato molto interessante e molto bello.

Abbiamo capito molte cose, perciò se si dovesse fare un altro incontro di questi noi ne saremo molto felici.

Coltiviamo la gentilezza

Martedì 19 novembre, l’atrio della scuola è stato “invaso” da baby pacifisti armati di sorrisi e cuoricini gialli al collo pronti a festeggiare la giornata delle gentilezza. I bambini della scuola dell’Infanzia di Giorgilorio sono venuti a “conquistare” anche la nostra scuola, portando con la loro carovana l’importanza dell’uso delle parole gentili come “grazie”, “prego” e “per favore”.

I loro messaggi hanno viaggiato sulle onde della musica e della poesia facendo sciogliere i cuori di tutti i presenti.

I piccoli ospiti hanno donato ai ragazzi della media un manufatto in 3D che rappresenta un pacifista intento a trasmettere un messaggio significativo “ coltiviAmo la gentilezza”, accompagnato dalla frase “We win by tenderness. We conquier by forgiveness” – “Vinciamo con la tenerezza. Conquistiamo con il perdono.”

Quante riflessioni hanno seguito questa bella giornata, ci siamo sentiti accolti in casa nostra, accarezzati dalla sapienza dei piccoli.

I bambini sono cuori puri incapaci di filtrare gli eventi con la lente dell’egoismo, vivono il presente fatto di fantasia e bellezza.

Coltiviamo un fiore di gentilezza nel nostro cuore per un mondo migliore.

Chiara Castelluzzo
Joele Paladini
Clarissa Stella
Enea Trinchera

III B

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